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Provincia autonoma di Bolzano - Dipartimento Sanità e Politiche Sociali.
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Stampato dal sito della Biblioteca Medica Virtuale in data 08/09/2010

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Recensioni

78 ragioni per cui il vostro libro non sarà mai pubblicato e 14 motivi per cui invece potrebbe anche esserlo
Pat Walsh

"Non credete ai complimenti di chi vi conosce. Le sole opinioni cui dovrete dar retta sono quelle che provengono da persone cui non frega assolutamente nulla di voi". Ecco un consiglio perfetto per l’80 per cento della popolazione italiana: sembra sia questa l’incredibile proporzione delle persone che hanno un manoscritto nel cassetto (o meglio: un testo nel proprio computer) "pronto" per essere pubblicato. A parere di Pat Walsh, arguto editor americano, gran parte degli aspiranti autori è troppo ottimista.
Nel libro 78 ragioni per cui il vostro libro non sarà mai pubblicato e 14 motivi per cui invece potrebbe anche esserlo (Milano: TEA, 2007) descrive con eccezionale lucidità gli errori di chi è incapace di guardare in faccia la realtà, di chi non conosce le regole dell’editoria, di chi commette stupidi errori formali nel rapporto con editori o agenti letterari… Ci sono anche 14 buone notizie: sarà che avete scritto un bel libro o che siete stati pazienti e tenaci, ma un libro a vostro nome giungerà in libreria. A quel punto… inizieranno i problemi: insieme al vostro, quel giorno in negozio ne arriveranno altri 150. Ma questo è un altro discorso. 


A physician’s self-paced guide to critical thinking
Milos Jenicek

A physician’s self-paced guide to critical thinking di Milos Jenicek,docente di epidemiologia clinica alla McMaster University, in Canada: è un libro di grande valore, che obbliga a ragionare e che invita ad approfondire; come in precedenti volumi da lui curati, Jenicek offre ai lettori un percorso molto vario, alternando il testo con box di approfondimento, epigrammi e aforismi di gradevolissima lettura, esercizi e questionari. La bibliografia è esemplarmente ricca: forse troppo, perché dà la misura di quante cose interessanti ci siano, al mondo, da leggere…


Das Ärztehasserbuch: Ein insider packt aus
Werner Bartens

In Italia abbiamo Cornaglia Ferraris con i camici e pigiami e Eugenio Picano con il beato porco. In Germania a fustigare i medici ci pensa Werner Bartens. Con un passato di medico e un presente da giornalista scientifico, è autore di Das Ärztehasserbuch: Ein insider packt aus (Il libro dell’odiatore dei medici: un insider vuota il sacco). Un libro che riporta numerosi episodi che testimoniano il disprezzo di molti medici per i pazienti: ha venduto più di 100.000 copie in pochi mesi e alcuni capitoli sono stati pubblicati a puntate sul giornale scandalistico Bild; il testo ha suscitato reazioni contrastanti tra i medici. Molti vi hanno visto una "sporca campagna mediatica contro i medici" mentre altri, dice Bartens, sono stati felici che finalmente qualcuno denunciasse la situazione. Ma il libro non è solo una galleria di orrori: parla anche del sistema sanitario e universitario tedesco: un sistema in cui non si insegna ai futuri medici a comunicare con i loro pazienti e che favorisce solo coloro che eccellono nella pubblicazione di articoli scientifici, ma che non sanno parlare con i pazienti (quelli che in Italia chiamiamo "baroni").
Oltre a scrivere libri e articoli Bartens ha tradotto e curato numerosi testi EBM, tra i quali Clinical Evidence. Almeno per questo la classe medica potrebbe essergli grata.


Everyman
Philip Roth

In libreria non tarderete ad accorgervi di questo libro per il quale l’autore, Philip Roth, ha voluto una copertina nera in ogni edizione pubblicata nel mondo. Nera, come il lutto per qualunque uomo perda la vita. Il titolo, Everyman, è ammissione di normalità da parte del protagonista che in molti hanno voluto ricondurre all’autore stesso. Il nuovo romanzo dello scrittore americano è un elogio della vita proprio perché racconta la tragedia del trascorrere degli anni: "la vecchiaia non è una battaglia: la vecchiaia è un massacro", leggiamo nel libro mentre ci vengono descritte con precisione di esperto le malattie più diverse così come le relative terapie, sempre inevitabilmente non risolutive. Se le 124 pagine di Roth diventassero lettura obbligatoria nelle Facoltà di Medicina o di Infermieristica ci sarebbe da rallegrarsi; per i giovani operatori sarebbe un’opportunità straordinaria per comprendere il vissuto degli anziani, le loro paure, attese e consolazioni. 


Evidence-based Medicine, 3rd Edition
Sharon E. Straus, MD, W. Scott Richardson, MD, Paul Glasziou, MD and R. Brian Haynes

La terza edizione della guida più conosciuta alla Evidence-based medicine è stata da poco pubblicata dalla casa editrice Elsevier, con lo storico marchio della Churchill Livingstone. La grande novità è nell’assenza del primo autore delle precedenti versioni, David Sackett, da molti considerato come l’autentico promotore della EBM. Del resto, c’era da attenderselo: cinque anni or sono, Sackett criticò duramente il ruolo degli “esperti” nella manipolazione delle verità scientifiche, comunicando formalmente (non senza ironia) la propria dimissione dalla funzione di guru della EBM. I curatori del volume sono dunque Sharon Straus, W. Scott Richardson, Paul Glasziou e Brian Haynes; l’impianto dell’opera non è mutato sostanzialmente, restando di fatto inalterata la sequenza dei cosiddetti “gradini” della pratica della medicina basata sulle prove. Confermato il ruolo centrale della letteratura biomedica di qualità, i curatori sembrano sottolineare l’importanza delle fonti che sintetizzano le conoscenze, come Clinical Evidence o le revisioni sistematiche della Cochrane Library, entrambe presenti nella Biblioteca Medica Virtuale: accedere alle sorgenti di evidenze già verificate e sistematizzate può aiutare gli operatori a non smarrirsi nel mare di articoli e linee guida pubblicati ogni giorno.


Evidence-based Medicine in Sherlock Holmes’ Footsteps

Jorgen Nordenstrom

Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, era un medico; forse per questo dalle pagine di molti gialli da lui scritti traspare una particolare sensibilità per un raffinato metodo induttivo: è evidente il parallelismo tra l’investigazione del detective e quella del medico, dalla ricostruzione del crimine (la malattia?) al delinearsi della personalità delle persone coinvolte (il malato? I suoi familiari?).
Tutto ciò è messo in luce in un piccolo, originale volumetto tascabile, Evidence-based Medicine in Sherlock Holmes’ Footsteps, pubblicato dalla Blackwell. L’autore è Jorgen Nordenstrom, medico chirurgo del Karolinska Institute, in Svezia. Una nuova conferma dell’utilità di guide pratiche alla EBM, per chi desidera applicarne il metodo senza necessariamente avere competenze avanzate di epidemiologia o statistica.


False Alarm
Marc Siegel

La comunicazione del rischio è uno degli aspetti più problematici con cui gli operatori sanitari si confrontano nel momento in cui parlano con i propri pazienti: spiegare ad un fumatore le ragioni per cui dovrebbe smettere di fumare, ad un adulto in sovrappeso i motivi per dimagrire, al genitore di un adolescente il perché uno stile di vita potrebbe giovare al proprio figlio è spesso assai complicato. Su scala più vasta, difficoltà simili le incontrano governi ed amministrazioni locali: basti pensare alla gestione del problema di oggi, l’influenza aviaria. Spesso la comunicazione è incompleta o non tempestiva; talvolta è inesatta e arreca apprensioni invece di rassicurare. Secondo Marc Siegel, medico della università di New York, dietro “l’epidemia di paura” che affligge i cittadini c’è la tendenza a provocare dei “falsi allarmi”; lo spiega in un libro interessante, intitolato appunto False Alarm (New Jersey: John Wiley & Sons, 2005). Le 250 pagine del libro, molto documentate e coinvolgenti, spiegano il filo rosso che lega le preoccupazioni sanitarie più recenti, dalla “mucca pazza” all’antrace, dalla SARS al bioterrorismo fino all’aviaria, fornendo ai lettori un quadro inquietante sugli … effetti collaterali della comunicazione scientifica.


Gelo
Thomas Bernhard

Gelo, il romanzo che ha rivelato Thomas Bernhard nel 1963 come uno dei grandi scrittori del Novecento; "il documento di un divenir folli?" si chiede Pier Aldo Rovatti nella Presentazione all’edizione Einaudi.


Google Story
Mark Malseed, David A. Vise

“Ancor prima di dar vita a Google, racconta Larry Page, sognavamo di rendere disponibile online l’incredibile quantità di informazioni che i bibliotecari organizzano con tanto amore.” L’idea stessa di costruire il più potente e funzionale motore di ricerca in Internet si può dire nata dalla passione per la conoscenza da parte di Page e Brin, i due “inventori” di Google: “Quando ti interessa qualcosa, vuoi conoscere lo stato del sapere umano sull’argomento”. Lo racconta un libro interessante e divertente, Google Story, scritto da due giornalisti del Washington Post, David Vise e Mark Malseed, pubblicato in Italia da Egea e negli Stati Uniti da Random House. Trecento pagine per raccontare una storia di successo che, come leggiamo sulla Biblioteca Medica Virtuale, ha importanti conseguenze anche per chi lavora in campo sanitario.


I fantasmi di una vita
Hilary Mantel

L’autobiografia della scrittrice Hilary Mantel, I fantasmi di una vita, è una lettura intrigante, addirittura "folgorante" nel giudizio di Susan Sontag. Al termine della sua giovinezza, la salute dell’autrice soffrì un improvviso peggioramento, giudicato dai medici come un disturbo a carattere psicologico e trattato con farmaci ansiolitici. Solo la ricerca sulle fonti scientifiche, effettuata dalla Mantel stessa, portò a una nuova, più corretta ma tardiva diagnosi di endometriosi e a un’invalidante terapia ormonale.

Il medico di corte
Per Olov Enquist 

Johan Struensee, medico tedesco, fu chiamato alla corte di Danimarca nel Settecento; il suo compito sarebbe dovuto essere il prendersi cura di Cristiano VII, giovane sovrano inquieto e inesperto. Il medico di corte (questo è anche il titolo del romanzo di Per Olov Enquist) si innamora però della Regina, Caroline Mathilde. L’amore ricambiato è il pretesto dell’ostilità dei nobili e dei favoriti di corte, preoccupati del prestigio guadagnato dal medico: Struensee è condotto al patibolo e alla Regina l’attende l’esilio.


La crescita professionale del personale sanitario nella Provincia Autonoma di Bolzano.
Un bilancio dei primi cinque anni (2002-2006) del programma ECM
(ODF, 407 KB)

Volete sapere tutto, ma proprio tutto, sull’educazione continua in medicina in versione altoatesina? L’assessorato alla Sanità della Provincia di Bolzano ha appena pubblicato "La crescita professionale del personale sanitario nella Provincia Autonoma di Bolzano. Un bilancio dei primi cinque anni (2002-2006) del programma ECM".
Dopo un’utile introduzione sulla nascita del concetto di ECM negli Stati Uniti e sulle esperienze europee, si passa alla realtà italiana per poi analizzare, con la lente di ingrandimento, l’andamento del programma di ECM in Alto Adige. Un testo ricco di informazioni, che sarà utile a tutti i professionisti che operano nella sanità altoatesina.


La filosofia der Dr. House
L’agire medico sempre più spesso si confronta con l’etica; il ragionamento medico ha suscitato da sempre riflessioni sulla logica. A chi è interessato a queste tematiche consigliamo la lettura di un libretto scritto da quattro giovani filosofi: La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo. Ha il pregio di affrontare argomenti impegnativi con un tono lieve. Il dottor House del titolo è proprio il Gregory House della televisione: prendendo spunto da situazioni che si verificano negli episodi della serie, gli autori cercano di rispondere a quesiti come Che cosa è giusto o sbagliato? Che cosa conosciamo? Come si conduce un ragionamento corretto? Il volume è completato da un utile glossarietto di termini filosofici.


La lezione di anatomia
Philip Roth

La lezione di anatomia di Philip Roth è un libro inquietante. A quaranta anni lo scrittore, il protagonista storico dei libri di Roth, Nathan Zuckerman, viene colpito da un misterioso male. Dopo diversi tentativi di terapia, Zuckerman decide di cambiare vita, andare oltre il ruolo di malato per diventare lui stesso medico dopo aver frequentato la facoltà di medicina. In una nuova città, però, lo aspetta la resa dei conti con il suo male indecifrabile.


La lunga notte del dottor Galvan
Daniel Pennac

La lunga notte del dottor Galvan di Daniel Pennac (Feltrinelli). Giovane medico di guardia al pronto soccorso di un grande ospedale parigino, Gerard Galvan non tiene alla carriera: vuole che sul suo ideale biglietto da visita (vera ossessione del brav’uomo) trovi finalmente spazio il proprio nome e la qualifica: "Fondatore della società francese dei medici d’urgenza". Solo la notte al pronto soccorso (soprattutto la domenica e quando c’è la luna piena) un medico è veramente medico. Personaggi vividi e strampalati dentro la cornice dell’ospedale non come luogo di dolore, di malattia e di morte, ma come bizzarra palestra del grottesco...


La pratica del primary nursing
Marie Manthey

E’ stato pubblicato anche in italiano (a cura di G. Costazza, P. Galetti e M. Mischo-Kelling) The practice of Primary Nursing di Marie Manthey. Il volume illustra gli elementi operativi del Primary Nursing, esplora il suo sviluppo e fornisce una guida per implementarlo. Secondo tale pratica, una/un singola/o infermiera/e si assume la responsabilità dell’assistenza di una/un paziente, dall’accoglienza in reparto fino alla sua dimissione. Tale sistema organizzativo è stato adottato per la prima volta nel 1968 negli USA ed è ora utilizzato in molti ospedali, anche nel resto del mondo.


La scienza di Sherlock Holmes
E.J. Wagner

Nelle intenzioni del suo creatore, Arthur Conan Doyle, Sherlock Holmes avrebbe dovuto essere un "detective scientifico". A.C. Doyle criticava un altro grande giallista, Edgar Allan Poe, per non aver istruito la sua creatura letteraria, l’ispettore Dupin, con un’adeguata base di metodo scientifico. Rileggere i gialli di A.C. Doyle permette di riavvicinarsi alla affascinante curiosità che nel primo Novecento attraversava gran parte della cultura per le scoperte scientifiche. Ce lo ricorda un libro interessante, di una studiosa molto preparata, E.J. Wagner, La scienza di Sherlock Holmes, pubblicato da Bollati Boringhieri. Le pagine del libro guidano il lettore attraverso le intuizioni di tossicologia, anatomia, psicologia, chimica, che arricchiscono i gialli di Arthur Conan Doyle. A partire dai libri, Wagner segnala aneddoti, descrive casi d’epoca, narra storie intriganti che finiscono per affascinare anche i lettori più distratti.


Le intermittenze della morte
José Saramago

Le intermittenze della morte, di José Saramago (Einaudi, 2005) descrive la situazione irreale di un paese in cui la morte entra in sciopero: ospedali pieni, malati impossibilitati a morire. L'avvenimento suscita a tutta prima sentimenti di giubilo e felicità, ma crea anche scompiglio in ogni strato sociale: dal governo alle compagnie di assicurazione, dalle agenzie di pompe funebri alle case di riposo e, soprattutto, nella chiesa, la cui voce di protesta si leva alta e forte: senza morte non c'è più resurrezione, e senza resurrezione non c'è più chiesa... Dopo sette mesi di " tregua unilaterale", con una missiva indirizzata ai mezzi di comunicazione, la morte dichiara di interrompere quel suo "sciopero" e di riprendere il proprio impegno con l'umanità.


Lo sapevo: non dovevo ammalarmi
Roberto Levi

Una persona con tutti i valori di laboratorio fuori norma: un malato senza identità, però, un enigma che nessun medico riesce a risolvere.


L’ultima copia del New York Times
Vittorio Sabadin

Sapete qual è il momento in cui spesso decidiamo di non comprare più una certa rivista o di disdire un abbonamento? Quando facciamo le pulizie in casa. Magari proprio quando ci avviamo sbuffando verso il cassonetto della raccolta differenziata della carta. E’ il risultato di un’indagine fatta da un quotidiano brasiliano, uno dei pochi giornali che ha cercato veramente di capire le ragioni del calo inesorabile delle vendite. Insomma: i quotidiani vendono sempre meno, perché i lettori hanno meno tempo disponibile e Internet e la televisione garantiscono l’informazione. Inoltre, soffrono la concorrenza dei quotidiani gratuiti. La qualità di quest’ultimi sta migliorando: pensate che uno studio svolto in Spagna ha dimostrato che un lettore dedica in media circa mezz’ora alle oltre 130 pagine del quotidiano El Pais e almeno una ventina di minuti alle 36 pagine del quotidiano gratuito più conosciuto. Insomma: l’editoria tradizionale ha i giorni contati? E’ il parere di Vittorio Sabadin, giornalista del quotidiano La Stampa, che ha scritto un libro piccolo e divertente: L’ultima copia del New York Times. Con una buona dose di preveggenza e, forse, di fortuna, l’uscita del tascabile ha anticipato di qualche giorno le dichiarazioni del nuovo direttore del quotidiano newyorchese che ha annunciato che il suo impegno si concentrerà sul potenziamento della versione online del giornale, in attesa che tra circa cinque anni questa soppianti definitivamente l’edizione cartacea.


On the take
Jerome P. Kassirer


"Il sapere medico è sufficientemente complesso anche quando è libero da condizionamenti, scrive Jerome P. Kassirer nel libro On the take (New York: Oxford University Press, 2005).
Molte decisioni in medicina, prosegue l’autore, sono prese in condizioni di incertezza. Persino in circostanze ottimali, ci si trova a formulare una diagnosi e a prescrivere una terapia prima ancora di conoscere con certezza la natura del problema clinico del malato". Figurarsi cosa accade quando alla naturale complessità si aggiungono le insidie dei condizionamenti commerciali: il libro di Kassirer è una disamina sistematica, ricca di riferimenti puntuali e di spunti polemici nei confronti di chi ostacola il diffondersi di una assistenza sanitaria realmente basata sulle prove di efficacia: industrie farmaceutiche e società scientifiche, in primo luogo.


Perché gli uomini non si ricordano niente e le donne non dimenticano mai?
Marianne J Legato, Laura Tucker

Lo spiegano Marianne J Legato e Laura Tucker in un libro che ha almeno tre pregi: primo, la facilità di lettura e la concretezza degli argomenti; secondo, la competenza delle autrici, studiose che interpretano nella maniera più corretta la divulgazione scientifica; terzo, il prezzo di copertina molto contenuto.


Rischiare di guarire
Marco Bobbio, Stefano Cagliano

"Le informazioni sono il pane quotidiano: la medicina deve poterne raccogliere sempre di più per avere la possibilità di curare meglio le persone; un medico vale più o meno quanto le sue informazioni", scrivono Marco Bobbio e Stefano Cagliano in un libro uscito in questi giorni, Rischiare di guarire (Donzelli, 2005). Il titolo è splendido perché sintetizza magnificamente il significato del lavoro dei due autori: la complessità delle scelte che sia gli operatori sia i cittadini sono chiamati a fare; l’incertezza della medicina, combattuta tra attese di “onnipotenza” e disillusioni di medici e pazienti; il difficile equilibrio tra etica della ricerca e interessi economici o politici di industrie e enti governativi. Ad un bel titolo, comunque, corrisponde un libro certamente interessante. 


Sabato
Ian McEwan
 
L’occhio clinico di un neurochirurgo fulmina un capo clan inglese con una diagnosi impietosa: morbo di Huntington. “Sono un dottore: qualcuno ti ha spiegato cosa ti succederà? Vuoi che ti dica qual è il problema secondo me?” E’ un vero e proprio colpo da knock-out che paralizza l’aggressore. Il medico è il protagonista di Sabato, ultimo romanzo di Ian McEwan (pubblicato in italiano da Einaudi, in tedesco da Diogenes), e un suo intervento chirurgico salverà la vita dell’aggressore stesso.


Testing treatments
Imogen Evans, Hazel Thornton, Iain Chalmers

Prendere decisioni cliniche basandosi su dati certi è l’aspirazione di ogni operatore sanitario; allo stesso tempo, ricevere delle cure basate sulle evidenze scientifiche è anche un diritto dei cittadini. Questa convergenza di diritti e doveri traspare dalla lettura di un piccolo libro che non è azzardato prevedere che possa diventare un "classico" della letteratura in campo sanitario.
E’ appena uscito in Inghilterra, pubblicato dalla prestigiosa British Library di Londra. Il titolo, Testing treatments, è meno esplicito del sottotitolo: Una ricerca migliore per un’assistenza migliore.
Le cento pagine del libro dimostrano che gli interessi degli operatori sanitari e dei cittadini possono certamente non essere in conflitto; al contrario, gli uni e gli altri possono contribuire a far sì che non siano usate terapie non sufficientemente sperimentate o inutili, che le risorse pubbliche siano destinate a progetti di ricerca davvero necessari e orientati al bene della comunità, che gli interessi commerciali, in Sanità, siano sempre e comunque secondari rispetto alla tutela della salute dei cittadini.
E’ importante sottolineare che le competenze dei tre autori sono realmente complementari: una donna medico e giornalista (Imogen Evans, oggi redattrice del Lancet), una cittadina e paziente (Hazel Thornton) e un famoso clinico e ricercatore (Sir Iain Chalmers).


The Limits of Medicine
Andrew Stark 

The Limits of Medicine, di Andrew Stark, si interroga sui confini della scienza medica, sulle forzature di carattere prevalentemente commerciale che espongono i cittadini a rischi di carattere sanitario e psicologico. L’autore, docente di Scienze politiche all’Università di Toronto, si domanda se le patologie e i fattori di rischio che costituiscono il bersaglio di molte strategie terapeutiche non sarebbero più correttamente affrontabili con interventi di tipo culturale. E’ il caso, spiega Stark, del soprappeso, dei disturbi alimentari, delle forme meno gravi di depressione. La medicalizzazione di questi problemi rischia di modificare in maniera sostanziale la percezione della scienza da parte dei cittadini.


The long tail
Chris Anderson 

Anderson ha scritto un libro bello e utile. Qual è la sua tesi? Grazie a internet, siamo entrati in una nuova epoca in cui i consumi (anche culturali, beninteso) seguono dinamiche nuove: pochi prodotti vendono tantissimo ma tanti altri, pur essendo acquistati in piccole quantità ma per molto tempo, finiscono con il rendere enormemente a chi li produce e li commercializza. Anderson fa numerosi esempi: il caso della musica scaricata dal web a pagamento è emblematico, perché i dati dei siti più frequentati dicono che un numero impressionante di canzoni è scaricato da pochi utenti ma con grande regolarità, garantendo profitti un tempo impensati quando a vendere i long playing erano i negozi di musica.


The Trouble with Medical Journals
Richard Smith

Le riviste di medicina hanno un sacco di problemi e devono cambiare. E’ il parere di Richard Smith, già direttore del British Medical Journal, che sotto la sua guida ha raggiunto un’autorevolezza e una diffusione straordinarie. Anche i periodici più famosi hanno troppi legami con le industrie, sostiene Smith, e i contenuti proposti agli autori sono molto spesso condizionati e fuorvianti. Inutile sperare nel processo di controllo di qualità, perché anche la peer review più accurata non riesce ad accorgersi di tutte le inesattezze e le scorrettezze commesse dagli autori. E’ possibile fare qualcosa? Alcune soluzioni sarebbero a portata di mano: Smith ha scelto di cambiare lavoro e, in due mesi di soggiorno a Venezia ospite da un amico, ha scritto un libro, The Trouble with Medical Journals, in cui auspica che le pubblicazioni ad accesso aperto (open access) abbiano sempre più spazio, così da non penalizzare la ricerca che quasi sempre è sostenuta da risorse pubbliche. Anche il rapporto tra riviste scientifiche e mass media è da ripensare: un comportamento eticamente più rigoroso da parte di entrambi gioverebbe alla qualità dell’informazione che giunge ai cittadini, troppe volte disinformati nel momento in cui si rivolgono alle strutture sanitarie.


Treating individuals
Peter M Rothwell
Il volume Treating individuals, a cura di Peter M Rothwell, parla di personalizzazione delle cure: raccoglie una serie di articoli pubblicati sul Lancet. Il quesito chiave è: come risolvere l’apparente contraddizione tra l’importanza di prendere decisioni basate su prove di efficacia e l’opinione diffusa che sia difficile applicare i risultati dei trial e delle revisioni sistematiche alle decisioni sui singoli pazienti? L’argomento è trattato da clinici esperti, statistici e ricercatori.


Trucchi d’autore
Mariano Sabatini

Scrivere è una questione di disciplina? Il computer è un alleato insostituibile o c’è ancora chi usa la macchina da scrivere? Una musica discreta di sottofondo può aiutare la concentrazione? Grazie a cinquanta interviste ad altrettanti scrittori raccolte nel libro Trucchi d’autore, di Mariano Sabatini (Nutrimenti, 2005), scopriamo sicurezze e debolezze dei narratori dei nostri giorni: c’è chi lavora in cucina, chi ha bisogno della televisione accesa e chi, ogni tanto, deve interrompere il lavoro per fare una doccia in terrazza, nella bella stagione.


Users' guide to the medical literature
Guyatt/Rennie/Meade/Cook

Aiuta a focalizzare i principi dell’evidence-based practice: quali sono i risultati? sono validi? come applicarli all’assistenza del mio paziente, o della mia paziente? In versione Manual (800 pagine) e Essentials (600 pagine), guida i lettori e le lettrici nell’interpretazione degli studi medici e nella loro applicazione, utilizzando anche molti esempi tratti dal mondo reale.


What the doctor didn’t say: the hidden truth about medical research
Jerry Menikoff

Sono sempre più numerosi i malati che partecipano a ricerche cliniche, alla ricerca di cure migliori o di terapie con minori effetti indesiderati. Siamo certi che la loro salute sia correttamente tutelata?
Secondo Jerry Menikoff, noto esperto statunitense di Bioetica, il sistema che oggi governa le sperimentazioni cliniche molto spesso nasconde la verità ai pazienti. In What the doctor didn’t say: the hidden truth about medical research (Oxford University Press, 2006), l’autore sostiene che i pazienti sono vittime di un equivoco di fondo: credono che i trial abbiano l’obiettivo di trovare una cura migliore per loro, mentre al contrario la finalità principale è far progredire la ricerca nel suo complesso. Molto spesso, ai malati non viene chiarito il significato della randomizzazione, per cui non sono informati del rischio di non ricevere una cura attiva, allorquando per il confronto viene utilizzato il placebo. Più in generale, una ricerca di cattiva qualità o disonesta mette a repentaglio la salute dei cittadini, il consenso dei quali deve essere realmente "informato"; dal semplice "consenso", infatti, si deve giungere a una scelta consapevole di rischi e benefici, la scelta di partecipare a un percorso di ricerca che potrebbe anche tradursi in un mancato vantaggio personale.


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