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Sballarsi con l’alcol fa male al cuore: arrivano le conferme

Mercoledì 04 Luglio 2018

Uno studio pubblicato sul Journal of America Heart Association  ha esaminato l’associazione tra il consumo ripetuto di bevande alcoliche e la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo e i livelli glicemici a digiuno negli adulti tra i 18 ei 45 anni di età.

Uno studio pubblicato sul Journal of America Heart Association  ha esaminato l’associazione tra il consumo ripetuto di bevande alcoliche e la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo e i livelli glicemici a digiuno negli adulti tra i 18 e i 45 anni di età.

Negli adulti di mezza età e negli anziani, il binge drinking è associato a un aumentato rischio di infarto miocardico, ictus e ipertensione. Il binge drinking è anche associato a una maggiore probabilità di sviluppare pre-ipertensione (pressione sistolica tra 120 e 140 mmHg e pressione diastolica tra 70 e 90 mmHg). In quasi tutti gli studi basati sulla popolazione che esaminano gli effetti dell’alcol i giovani adulti (18-30 anni) e quelli in età adulta (31-45 anni) sono però sottostimati, mentre è noto che alti tassi di binge drinking sono prevalenti in entrambe queste coorti di età.

“Rispetto alle generazioni precedenti, la pervasività, l’intensità (numero di bevande) e la regolarità (più volte alla settimana) del binge drinking oggi possono mettere il giovane adulto a maggior rischio di danni attribuibili all’alcol”, ha detto Mariann Piano, una delle autrici dello studio.

I ricercatori hanno utilizzato i dati di NHANES (la National Health and Nutrition Examination Survey statunitense) per esaminare un campione di 4710 persone – uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni, tra il 2011 e il 2014 – divisi in: bevitori non binge, bevitori binge da 1 a 12 volte in un anno, o bevitori binge  per oltre 12 volte nell’anno precedente. La categorizzazione è avvenuta attraverso le risposte alla domanda: “Negli ultimi 12 mesi, quante volte hai bevuto 4/5 o più bevande alcoliche in un’unica giornata?”.

Tenuto conto dei fattori confondenti rappresentati da dieta e attività fisica, entrambe le categorie di bevitori uomini binge rispetto ai bevitori non binge avevano la pressione sistolica più alta (121,8 e 119,0 mmHg rispetto ai 117,5 mmHg) e colesterolo totale più elevato (215,5 e 217,9 mg/dl vs. 207,8 mg/dl) valori. Nelle donne, al contrario, non sono stati osservati effetti del binge drinking sulla pressione sistolica e sul colesterolo totale. In generale il binge drinking in uomini e donne era associato a valori più alti di colesterolo HDL. Gli effetti del binge drinking sui parametri del glucosio negli uomini e nelle donne erano invece variabili.

Lo studio, in conclusione, oltre a confermare per l’ennesima volta l’importanza di ridurre l’assunzione di alcol strategia di riduzione del rischio cardiovascolare, rileva il ruolo del binge drinking tra i giovani adulti rispetto all’aumento dei fattori di rischio cardiovascolare.

Ma potrebbe non esserci una soluzione unica per la corretta gestione del consumo di alcol, ha commentato Steven Bell dell'Università di Cambridge: “Un livello di consumo di alcol potrebbe essere considerato accettabile per un individuo potrebbe ma non per un altro”. D’altra parte lo studio ha mostrato soltanto un'associazione, non una relazione di causa ed effetto, tra binge drinking e fattori di rischio cardiovascolare.

 

Data di ultimo aggiornamento:15/11/2018  - Tutti i diritti riservati © 2016
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