Versione tedesca del sito
NEWS DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA

Antidepressivi e demenza, insufficienza di prove

Venerdì 14 Settembre 2018

L’uso di antidepressivi nella demenza accompagnata da sintomi depressivi è molto diffuso, ma la sua efficacia clinica è incerta. Un recente aggiornamento di una revisione Cochrane, pubblicata per la prima volta nel 2002, esamina le prove emerse finora.

La depressione è il problema di salute mentale più comune negli anziani, colpisce i pazienti, le loro famiglie e le comunità e comporta anche un costo economico non irrilevante.  I sintomi includono umore basso, ridotti interesse, energia e concentrazione, sonno e appetito scarsi, preoccupazione per i problemi di salute.

Poiché spesso la depressione negli anziani è associata a declino funzionale, il quadro in cui si inserisce la malattia è più complicato e richiede maggiore cura. A volte si rende necessario l’inserimento in una struttura, il carico di stress familiare raggiunge livelli notevoli, aumenta la probabilità di malattie fisiche concomitanti, si riduce la capacità di recupero dalla malattia e sono più frequenti i casi di suicidio rispetto alla popolazione generale.

A molte persone con demenza vengono prescritti comunque antidepressivi per curare la depressione, anche in assenza di prove della loro efficacia.

Caratteristiche della revisione
Sono stati inclusi dieci studi con 1592 pazienti. In media gli studi sono durati solo 12 settimane; uno studio soltanto è  arrivato a nove mesi. In tutte le ricerche esaminate sono stati usati criteri formali per diagnosticare la depressione e la demenza, e il confronto è avvenuto tra un antidepressivo e il placebo.
Ovviamente gli studi più “antichi” testavano antidepressivi di vecchio tipo (imipramina, clomipramina e moclobemide), mentre quelli più recenti facevano uso di antidepressivi più nuovi, come la venlafaxina, la mirtazapina e i cosiddetti antidepressivi SSRI (sertralina, fluoxetina, citalopram ed escitalopram).
Le persone che hanno partecipato agli studi avevano un’età media di 75 anni con demenza lieve o moderata.
 
Risultati 
Dai risultati è emersa poca o nessuna differenza nei punteggi sulle scale di valutazione della depressione tra le persone trattate con antidepressivi e quelle trattate con placebo. Le prove a supporto di questa scoperta erano generalmente di alta qualità.

Le persone che assumevano un antidepressivo però avevano probabilmente maggiori probabilità di guarire dalla depressione rispetto a quelle che assumevano placebo (antidepressivo: 40%, placebo: 21,7%).

Più in generale sembra che gli antidepressivi non influenzino la capacità di gestire le attività quotidiane e probabilmente hanno avuto un effetto scarso o nullo su un test delle funzioni cognitive (che include attenzione, memoria e linguaggio). Inoltre le persone che assumevano un antidepressivo erano probabilmente più inclini ad abbandonare il trattamento e ad avere almeno un effetto indesiderato.

Qualità delle prove e problemi
La qualità delle prove purtroppo è variabile, in particolare i risultati sulle scale di valutazione della depressione hanno qualità più elevata rispetto a quelli sui tassi di recupero. Una disomogeneità che ha un impatto sull’attendibilità di alcuni aspetti dell’efficacia. In più, gli effetti collaterali sono molto raramente riportati negli studi.
 
Fonte:
Dudas  R et al. Antidepressants for treating depression in dementia. Cochrane Database of Systematic Reviews 2018, Issue 8. Art. No.: CD003944. DOI: 10.1002/14651858.CD003944.pub2.

 

 

Data di ultimo aggiornamento:18/10/2018  - Tutti i diritti riservati © 2016
Provincia autonoma di Bolzano - Dipartimento Salute, Sport, Politiche sociali e Lavoro
Ufficio Formazione del personale sanitario