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L’ipertensione nei bambini in provetta

Venerdì 21 Settembre 2018

Secondo uno studio svizzero pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, i bambini concepiti attraverso le tecniche di fecondazione assistita potrebbero essere a maggior rischio di sviluppare nelle prime fasi della vita, tra le altre complicanze cardiovascolari, anche l’ipertensione arteriosa.

Secondo uno studio svizzero pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, i bambini concepiti attraverso le tecniche di fecondazione assistita potrebbero essere a maggior rischio di sviluppare nelle prime fasi della vita, tra le altre complicanze cardiovascolari, anche l’ipertensione arteriosa.

Sviluppate a partire nel 1978, le tecniche di fecondazione assistita hanno aiutato milioni di persone non in grado di concepire in modo naturale. I metodi più comuni sono la fecondazione in vitro e l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi, che possono esporre il gamete e l’embrione a una varietà di fattori ambientali prima dell’impianto. I bambini concepiti usando queste tecniche sono oltre 6 milioni in tutto il mondo.

Gli autori dello studio hanno valutato, a distanza di 5 anni dal primo assessment, il sistema circolatorio di 54 adolescenti giovani e sani (età media 16 anni), misurando la pressione arteriosa ambulatoriale, l’accumulo di placca, la funzione dei vasi sanguigni e la rigidità delle arterie. Indice di massa corporea, peso alla nascita, età gestazionale e BMI materno, condizione di fumatore e profilo di rischio cardiovascolare erano simili tra gli adolescenti nati da tecniche di fecondazione assistita e i 43 controlli.

Attraverso un monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa delle 24 ore, i ricercatori hanno scoperto che gli adolescenti concepiti con la fecondazione assistita avevano una pressione sanguigna sistolica e diastolica media più alta rispetto ai controlli concepiti naturalmente (119/71 mmHg e 115/69, rispettivamente). Inoltre, otto adolescenti concepiti con la fecondazione assistita avevano raggiunto i criteri per la diagnosi di ipertensione arteriosa (oltre 130/80 mmHg), contro soltanto uno dei controlli.

 “La cosa preoccupante è che sono bastati solo cinque anni per mostrare differenze nella pressione arteriosa”, ha dichiarato un autore dello studio, Emrush Rexhaj, dell’Ospedale universitario di Berna, in Svizzera. “Si tratta di una popolazione in rapida crescita in cui bambini apparentemente sani mostrano gravi segni di rischio cardiovascolare precoce, soprattutto rispetto  all’ipertensione arteriosa”.

“Lo studio precoce, l’individuazione e il trattamento di individui concepiti con la fecondazione assistita possono costituire il percorso appropriato di un’azione preventiva”, sostiene in un editoriale che accompagna lo studio Larry Weinrauch, cardiologo del Mount Auburn Hospital. “Dobbiamo essere vigili per affrontare l’insorgenza di ipertensione implementando prima le modifiche basate sullo stile di vita e, se necessario, la farmacoterapia”.

Fonte:

 

 

Data di ultimo aggiornamento:18/10/2018  - Tutti i diritti riservati © 2016
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