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Fibrillazione atriale e stroke: il rischio è fluido

Martedì 08 Gennaio 2019

Il rischio di ictus dovrebbe essere misurato annualmente nei pazienti con fibrillazione atriale. A queste conclusioni è giunto un rapporto appena pubblicato negli Annals of Internal Medicine che raccomanda che ai pazienti con nuova diagnosi di fibrillazione atriale (AF) a basso rischio di ictus sulla base del punteggio CHA2DS2-VASc dovrebbe essere garantita una rivalutazione del rischio ogni anno.

Il rischio di ictus dovrebbe essere misurato annualmente nei pazienti con fibrillazione atriale. A queste conclusioni è giunto un rapporto appena pubblicato negli Annals of Internal Medicine che raccomanda che ai pazienti con nuova diagnosi di fibrillazione atriale (AF) a basso rischio di ictus sulla base del punteggio CHA2DS2-VASc dovrebbe essere garantita una rivalutazione del rischio ogni anno.

Il CHA2DS2-VASc, lo strumento di valutazione del rischio di ictus più diffuso, assegna 1 punto per sesso femminile, diabete mellito, ipertensione, insufficienza cardiaca congestizia ed età compresa tra 65 e 74 anni. Al paziente sono assegnati 2 punti per l’età ≥75 anni, un precedente evento ischemico transitorio o un ictus

Utilizzando un database assicurativo taiwanese, i ricercatori hanno identificato circa 15.000 adulti (età media 47,8 anni) con diagnosi di fibrillazione atriale tra il 1997 e il 2010 ritenuti a basso rischio, cioè nessuno che aveva un punteggio CHA2DS2-VASc superiore a 0 (uomini) o 1 (donne). In particolare 5861 donne partivano da un punteggio di 1 mentre 8745 uomini da uno pari a 0. Quindi, in base alle linee guida internazionali, a questi pazienti non erano stati prescritti anticoagulanti orali o antipiastrinici.

Durante il follow-up di 3,4 anni, oltre un terzo dei pazienti (36,3%) ha sviluppato una comorbilità che, aumentando il loro punteggio CHA2DS2-VASc, li ha resi idonei per il trattamento. In particolare al 16% degli uomini e delle donne è accaduto durante il primo anno.

 “Anche se i professionisti sanno che il punteggio non diminuirà mai, ma può soltanto aumentare, ci sono stati pochi studi che hanno valutato il tasso di cambiamento di questo punteggio.Questo studio aggiunge valore alla letteratura precedente che aiuta a quantificare la quantità di aumento del CHA 2 DS 2 -punteggio VASc in pazienti con fibrillazione atriale “, ha commentato su MedPage Today Jonathan Hsu, (Università della California di San Diego).

Dall’articolo (come è accaduto anche nel caso di ricerche precedenti) emerge in sostanza che il rischio di ictus è un fenomeno fluido. Bisogna prendere atto della necessità di ricalcolare il rischio di ictus dei pazienti su base regolare perché si possono migliorare le previsioni di rischio e portare tempestivamente alla prescrizione di anticoagulanti orali nei pazienti con fibrillazione atriale.

Fonte
Chao TF et al. Reassessment of risk for stroke during follow-up of patients with atrial fibrillation. Ann Intern Med 2019 Jan 1. doi: 10.7326/M18-1177. [Epub ahead of print]

 

Data di ultimo aggiornamento:11/10/2019  - Tutti i diritti riservati © 2016
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