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Statine nella terza età

Giovedì 14 Febbraio 2019

Una nuova metanalisi mostra che, nonostante la minore evidenza rispetto ai pazienti più giovani, le statine riducono il rischio di eventi cardiovascolari anche nelle persone anziane (oltre i 75 anni), non rilevando effetti avversi della terapia con statine sulla mortalità non vascolare o sul cancro. La ricerca, pubblicata su The Lancet, riassume le prove di 28 studi randomizzati controllati, che includono in totale 186.854 pazienti, di cui 14.483 di età superiore ai 75 anni.

Le statine sono farmaci che abbassano il colesterolo e sono ampiamente prescritte ai pazienti ad aumentato rischio di infarti o ictus. Prove da studi randomizzati hanno dimostrato che la terapia con statine riduce questo rischio tra una vasta gamma di individui, ma c’è sempre stata incertezza sui loro benefici nelle persone anziane, in particolare quelle oltre 75.

Nella metanalisi sono stati presi in esami 23 studi che hanno confrontato il trattamento con statine con un gruppo di controllo, e altri 5 che hanno esaminato la terapia intensiva con le statine rispetto a quella standard. I pazienti sono stati distribuiti in sei gruppi di età studiando gli effetti sui principali eventi vascolari (eventi coronarici maggiori, ictus e rivascolarizzazioni coronariche), incidenza del cancro e di mortalità causa specifica.

Indipendentemente dall’età, le statine riducono il rischio di eventi vascolari maggiori di circa un quinto per 1 mmol / l di colesterolo LDL. Per gli eventi coronarici maggiori la riduzione complessiva è di circa un quarto per 1 mmol / l di riduzione complessiva, ma varia da circa il 30% in quelli di età <55 anni a circa il 20% in quelli di età >75 anni. Le riduzioni del rischio relativo per l’ictus e per la rivascolarizzazione coronarica (stenting coronarico o chirurgia di bypass) sono simili in tutte le fasce d’età.

La ricerca ha anche esaminato gli effetti delle statine sui principali eventi vascolari in persone con una storia di malattia vascolare (prevenzione secondaria) e in persone senza malattia vascolare nota (prevenzione primaria). Nell’ambito della prevenzione secondaria, i ricercatori hanno riscontrato riduzioni proporzionali del rischio simili indipendentemente dall’età, il che equivarrebbe a un maggiore beneficio assoluto nelle persone anziane. Nel setting di prevenzione primaria i risultati erano simili, ma poiché c’erano meno partecipanti anziani, le conclusioni risultavano meno definite. Più prove da studi randomizzati in persone anziane senza precedenti malattie vascolari saranno utili e gli studi sono in corso.

In un commento Bernard MY Cheung del Queen Mary Hospital dell’Università di Hong Kong riassume così i termini della questione: “Anche se la riduzione del rischio nelle persone di età superiore ai 75 anni è inferiore al previsto, la terapia con statine può ancora essere giustificata da un alto rischio cardiovascolare al basale , che di solito è presente nelle persone anziane. La metanalisi giustifica la riduzione del colesterolo LDL nelle persone a rischio di eventi cardiovascolari indipendentemente dall’età, a condizione che i benefici superino i rischi e il paziente accetti un trattamento a lungo termine”.

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Data di ultimo aggiornamento:11/10/2019  - Tutti i diritti riservati © 2016
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