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Esercizio fisico dopo la mezza età: non è fatica sprecata

Lunedì 18 Marzo 2019

Secondo uno studio che ha provato a misurare il legame tra mortalità e attività fisica nel tempo libero (LTPA), l’esercizio fisico regolare riduce il rischio di morte anche se iniziato nella mezza età. I risultati mostrano anche un’associazione tra LTPA e mortalità causa-specifica per le due principali cause di morte, malattie cardiovascolari e cancro.

Dallo studio, pubblicato su JAMA Network Open, emerge che 2-7 ore a settimana di LTPA sono associate al 29-36% di riduzione del rischio per tutte le cause mortalità, al 32-43% per la mortalità correlata a patologie cardiovascolari e al 14-16% per il rischio di mortalità per cancro rispetto a soggetti con 1 ora o meno a settimana di LTPA.

Uno degli aspetti più sorprendenti della ricerca è che le riduzioni di rischio nei soggetti che avevano mantenuto l’LTPA elevato dall’adolescenza erano simili a quelle dei soggetti che hanno cominciato l’attività ​​soltanto nella mezza età.

I ricercatori hanno condotto uno studio prospettico di coorte utilizzando i dati dello studio sulla dieta e la salute del National Institutes of Health-AARP (ex American Association of Retired Persons. L’analisi ha incluso 315.059 membri AARP adulti che vivono in sei stati o in due aree metropolitane. L’attività espressa in “ore per settimana” è stata auto-segnalata al basale per gruppi di età compresa tra 15 e 18 anni, 19 e 29 anni, 35 e 39 anni e tra 40 e 61 anni. I dati ottenuti sono stati collegati a quelli di mortalità dell’Indice nazionale della morte per determinare la causa di morte.

I ricercatori hanno classificato i partecipanti in tre categorie di attività: “mantenitori” (LTPA costantemente alta o stabile nel tempo), “aumentatori” (aumento di LPTA dall’adolescenza o più tardi nell’età adulta) e “diminutori” (attivi all’inizio dell’età adulta ma meno attivi successivamente).

Con un follow-up medio di 13,6 anni, la mortalità ha riguardato per qualsiasi causa 71.377 partecipanti morirono, 22.219 per malattia cardiovascolare e 16.388 per cancro. Come accennato in precedenza, il rischio di morte è risultato simile per coloro che mantenevano alta la LTPA durante l’età adulta e per quelli che aumentavano l’attività nella mezza età (da 40 a 61 anni).

In sostanza i risultati suggeriscono che non è troppo tardi per diventare attivi, anche da adulti. Una conclusione particolarmente utile per gli operatori sanitari che si trovano a raccomandare di iniziare un’attività fisica a persone che sono state inattive durante gran parte della loro età adulta, visti i sostanziali benefici per la salute che si prospettano anche per loro.

Fonte:
Saint-Maurice PF et al. Association of leisure-time physical activity across the adult life course with all-cause and cause-specific mortality. JAMA Netw Open 2019;2(3):e190355.

 

Data di ultimo aggiornamento:11/10/2019  - Tutti i diritti riservati © 2016
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