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NEWS DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA

Incidenti ed errori: i pazienti non sono le sole vittime

Mercoledì 28 Ottobre 2009

Quando si verifica un evento inaspettato, le prime vittime sono le pazienti e i pazienti, con i loro familiari. Le vittime secondarie sono le persone responsabili dell'assistenza. 

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha intervistato 31 di queste "seconde vittime", individuando le caratteristiche della loro reazione agli eventi provocati. Nel momento in cui la persona si accorge di quanto è accaduto, sperimenta confusione, turbamento, incapacità di formulare pensieri coerenti, pur dovendo prendersi cura della/del paziente in crisi; dopo una fase di autoisolamento, durante la quale vi è una continua rievocazione dell’accaduto, il soggetto tenta di ristabilire l’integrità personale, cercando il sostegno di una persona di fiducia: in questa fase il sentimento dominante è la paura. A un certo punto emerge anche la preoccupazione per le ripercussioni sulla propria professione, infine, al termine del percorso, la persona che ha provocato un evento inaspettato elabora delle strategie per andare avanti, scegliendo prevalentemente una di queste tre strade: abbandono, cioè lascia la professione o cambia luogo di lavoro; tenta di sopravvivere, anche se continua ad avere sensi di colpa e sentimenti di tristezza; crescita: l’esperienza, per quanto negativa, è stata d’insegnamento e ha portato dei cambiamenti nella pratica della "vittima secondaria" o nella struttura in cui opera.
Come ottenere quest’ultimo, auspicabile, risultato? Gli autori propongono interventi a livello strutturale per individuare e non lasciare sole le persone che hanno commesso errori nell’esercizio della loro professione, per sostenerle e aiutarle.

Fonte:
Scott SD, Hirschinger LE, Cox KR et al. The natural history of recovery for the healthcare provider "second victim" after adverse patient events. Qual Saf Health Care 2009; 18: 325-330. doi:10.1136/qshc.2009.032870

 

Data di ultimo aggiornamento:19/11/2019  - Tutti i diritti riservati © 2019
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