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NEWS DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA

Screening per il rischio vascolare: uno, nessuno o centomila?

Martedì 30 Giugno 2009

Sull'International Journal of Clinical Practice è stata pubblicata una interessante riflessione sullo screening per il rischio vascolare. Con la disponibilità di interventi efficaci, infatti, c'è una crescente attenzione sulla riduzione delle malattie cardiovascolari attraverso una identificazione precoce con politiche di screening.

Tuttavia la valutazione del rischio cardiovascolare è una scienza molto inesatta, più adatta a escludere pazienti da un trattamento piuttosto che a identificare in modo inequivocabile i soggetti ad alto rischio; anche dopo la loro identificazione, persiste il problema dell’accettabilità di un trattamento a lungo termine per una condizione asintomatica.
La maggior parte delle malattie cardiovascolari si verifica in pazienti a basso rischio semplicemente perché è ampia la popolazione con questo livello di rischio. Un approccio mirato può solo tentare di ridurre il rischio nella ristretta popolazione a rischio relativamente alto. Per cui solo interventi di salute pubblica per promuovere stili di vita più sani, migliorare la dieta, ridurre il fumo e l’obesità potranno cambiare significativamente la morbilità: anche se questo approccio riduce il peso dei fattori di rischio in piccola misura, ciò avviene in un ampio numero di persone. Purtroppo questi approcci necessitano di tempi lunghi per avere effetto, e a livello politico c’è la forte tentazione a ricorrere a soluzioni veloci, a impegnare risorse per lo screening del rischio, trascurando approcci a lungo termine. Andrebbero pertanto contrastati costosi interventi la cui efficacia non è ancora provata da trial clinici e i/le responsabili delle politiche sanitarie devono ricordare che solo cambiamenti a livello di salute pubblica produrranno risultati a lungo termine, riducendo il numero degli individui a rischio.

Fonte:
A. S. Wierzbicki, T. M. Reynolds. Vascular risk screening: possible or too much, too soon? Int J Clin Pract 2009; 63 (7): 989-96. doi
10.1111/j.1742-1241.2009.02111.x
 

 

 

Data di ultimo aggiornamento:11/11/2019  - Tutti i diritti riservati © 2019
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