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NEWS DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA

Media e salute: giornalisti sotto accusa?

Martedì 17 Febbraio 2009

"I media supportano o sabotano la corretta informazione sulla salute?", è stata la domanda cruciale di un dibattito sulla comunicazione della salute promosso dal Guardian, noto quotidiano inglese, e tenutosi a Londra in occasione di una conferenza organizzata dalla rivista scientifica Lancet.

 I giornalisti scientifici, spesso accusati dalla comunità scientifica di inaccuratezza nel riportare le notizie se non addirittura di ignoranza, hanno avuto un aperto faccia a faccia con i medici e senza esclusione di colpi. Rebecca Coombes, inviata del British Medical Journal alla conferenza, ha riportato sulla rivista inglese la cronaca del dibattito.

Ben Goldacre, medico, ricercatore e curatore della rubrica "Bad Science" sul Guardian, ha puntato il dito in particolare sul giornalismo gridato e superficiale. Sarah Boseley, caporedattore della sezione Salute del Guardian, ha fatto notare agli astanti che su certe questioni "è la comunità scientifica stessa ad essere divisa e a creare il terreno fertile per il caso mediatico". Un esempio: nel 1998 Andrew Wakefield pubblicò un articolo sul Lancet in cui sosteneva che il vaccino contro il morbillo, gli orecchioni e la rosolia (MMR) fosse una concausa dell’aumento dei casi di autismo registrati sia Europa che negli Stati Uniti negli ultimi anni. Questa pubblicazione ha scatenato un dibattito interno alla comunità scientifica che ha avuto una forte eco mediatica. La conseguenza è stata che la percentuale dei bambini vaccinati è calata del 20 per cento negli ultimi dieci anni.

Nonostante il numero crescente di giornalisti che hanno un background scientifico solido, i medici continuano a diffidare della categoria. I giornalisti, dal canto loro, difendono la loro professionalità e il loro ruolo di mediatori tra scienziati e grande pubblico. "Quando scrivo ho in mente che il lettore medio è interessato più alle ultime sulla vita privata di Britney Spears che all’efficacia di una terapia; per rivolgermi a questo pubblico devo trovare una chiave comunicativa efficace", ha dichiarato James Randerson, giornalista scientifico e PhD in genetica. Un esempio? Quando Kylie Minogue ha dichiarato apertamente di avere un cancro al seno e la sua storia è stata seguita dai media, in Australia nelle due settimane successive i controlli al seno sono aumentati del 40 per cento. Il messaggio era infatti: la prevenzione è fondamentale, perché il cancro può colpire chiunque. "In questo caso la comunicazione è stata efficace", ha dovuto convenire Goldacre.

Fonte
Rebecca Coombes. Health journalism: two clicks away from Britney Spears? BMJ 2009;338:b570 doi:10.1136/bmj.b570

Link
Wakefield AJ, Murch SH, Anthony A, et al. Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis and pervasive-developmental disorder in children. Lancet 1998; 351: 637-642.
De Bruxelles S. Kylie effect sends women to breast-screening clinics. Times 27 Ottobre 2005.
Screening with magnetic resonance imaging and mammography of a UK population at high familial risk of breast cancer: a prospective multicentre cohort study (MARIBS). Lancet 2005; 365: 1769 - 1778 doi:10.1016/S0140-6736(05).

 

Data di ultimo aggiornamento:19/11/2019  - Tutti i diritti riservati © 2019
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