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Medicina di genere: a Padova il I congresso nazionale

Venerdì 13 Febbraio 2009

Negli ultimi anni l'attenzione alla medicina di genere è cresciuta notevolmente. Un'ulteriore conferma ci viene dal I Congresso Nazionale sulla Medicina di Genere che si è recentemente concluso a Padova. Oltre a studiose/i italiane/i vi hanno partecipato Marianne J Legato (Columbia University) e Karin Schenck Gustafsson (Karolinska Institutet), entrambe tra le fondatrici dell'International Society of Gender Medicine.

 

Marianne J Legato, direttrice della rivista Gender Medicine, è anche autrice di testi che hanno aiutato il grande pubblico ad avvicinarsi ai temi della medicina di genere: nel suo intervento ha voluto rispondere a quanti obiettano che, nell’era degli studi sul genoma umano, la medicina di genere perde importanza, in quanto il genoma di ogni individuo predirrà la sua vulnerabilità a patologie specifiche e la sua risposta ai trattamenti. Al contrario, ha affermato Legato, si sta aprendo una nuovissima area di ricerca sull’impatto del sesso biologico sull’espressione dei geni, a partire dalle osservazioni del gruppo di Yang, che ha rilevato come migliaia di geni mostravano dimorfismo sessuale nei tessuti del fegato, dei muscoli, del cervello e nel tessuto adiposo. L’argomento è stato ripreso anche da Walter Malorni, dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha parlato, a proposito di cellule, di una "memoria di genere": è stato infatti anche osservato che cellule provenienti da maschi o da femmine presentano differenti caratteristiche anche una volta isolate dall’organismo ospite.
Karin Schenck Gustafsson ha tracciato il percorso compiuto della gender medicine, con particolare riferimento alla Svezia, dove dal 2007 le tematiche relative al genere sono state inserite nei curricula universitari del Karolinska Instituet.
Un altro argomento centrale riguarda la sicurezza dei trattamenti farmacologici: alcuni studi evidenziano infatti che le reazioni avverse nelle donne sono più frequenti e gravi rispetto agli uomini, come riferisce Flavia Franconi, dell’Università di Sassari, che ha sollecitato provvedimenti al fine di arrivare a un più elevato livello di sicurezza nelle donne.
Giovannella Baggio (AO di Padova) ha sottolineato che la maggior parte dei lavori epidemiologici degli ultimi trenta anni sui fattori di rischio per l’aterosclerosi ha considerato casistiche prevalentemente maschili; anche i trial di intervento farmacologico, sia in prevenzione primaria che secondaria, hanno arruolato negli studi basse percentuali di donne o addirittura nessuna, come lo WOSCOP. Invece, ha ribadito Maria Grazia Modena (Università di Modena e Reggio Emilia, membro del board dell’International Society of Gender Medicine), in donne e uomini sono diverse le caratteristiche di funzione cardiaca, i fattori di rischio, le caratteristiche della patologia coronarica, le sue modalità di espressione clinica, la responsività ai diversi trattamenti; esistono anche due patologie cardiovascolari specificatamente femminili, l’infarto da dissezione spontanea di una coronaria e la sindrome del "broken heart" collegata, nella maggior parte dei casi, a un trigger emozionale forte.
In conclusione l’incontro, organizzato dall’AO Università di Padova e dalla Fondazione Giovanni Lorenzini Medical Science Foundation, ha offerto la possibilità di fare un punto sui passi compiuti finora e sulla lunga strada ancora da compiere per riscrivere la medicina in un’ottica di genere.

Fonte
I Congresso Nazionale sulla Medicina di Genere, Abstract Book.

Link
Marianne J Legato und Laura Tucker. Why men never remember and women never forget. Rodale, 2005
(trad it: Perché gli uomini non si ricordano niente e le donne non dimenticano mai, Sperling).
Marianne J Legato. Eve’s Rib. Harmony Books, New York, 2002.

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Data di ultimo aggiornamento:11/11/2019  - Tutti i diritti riservati © 2019
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