Versione tedesca del sito
NEWS DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA

Trattamenti insufficienti, inappropriati o eccessivi

Venerdì 08 Febbraio 2013

A che punto siamo? Un nuovo articolo nella serie “Less is more”, del JAMA Internal Medicine, analizza l’assistenza ambulatoriale USA in quest’ottica.

Sotto esame l’arco di tempo dal 1999 al 2009. Minal Kale e colleghi hanno individuato 22 indicatori di qualità e hanno analizzato i dati di due database nazionali.
Ecco cosa è successo.
Trattamenti insufficienti (underuse), cioè, mancata erogazione di un trattamento raccomandato dalle evidenze disponibili: è stato riscontrato un miglioramento di 6 dei 9 indicatori, come per esempio un aumento dell’uso della terapia antitrombotica nella fibrillazione atriale e dell’uso di aspirina, betabloccanti e statine nelle coronaropatie.
Trattamenti inappropriati: nei  2 indicatori selezionati è stato individuato 1 miglioramento, è cioè diminuita la percentuale di persone con infezioni urinarie cui è stato prescritto un antibiotico inappropriato. È invece rimasta invariata la percentuale di persone anziane cui sono stati prescritti farmaci inappropriati.
Trattamenti eccessivi (overtreatment), cioè l’erogazione di un intervento che non è raccomandato in un determinato caso: sugli 11 indicatori individuati si sono rilevati solo 2 miglioramenti (diminuzione delle visite di screening per tumore della cervice uterina in donne di età superiore ai 65 e dell’uso di antibiotici nelle riacutizzazioni dell’asma) e 1 netto peggioramento (lo screening per il tumore alla prostata è diventato più comune negli uomini con un’età superiore ai 74 anni).

C’è “ampio spazio per un miglioramento nella maggior parte delle nostre misure per i trattamenti eccessivi” concludono gli autori “uno spazio in cui può essere raggiunto il duplice obiettivo di una qualità elevata e di una riduzione dei costi (…) C’è una grande attenzione all’erogazione di un’assistenza di elevata qualità che costi meno. La riduzione degli interventi inappropriati, che non sono di alcun beneficio per le/i pazienti, e che possono essere talvolta rischiosi, è  certamente un ingrediente essenziale per raggiungere questo obiettivo.”

Fonti:
Katz MH, Grady D, Redberg RF. Undertreatment improves, but overtreatment does not. JAMA Intern Med. 2013;173(2):93. doi:10.1001/jamainternmed.2013.2361
Kale MS, Bishop TF, Federman AD, Keyhani S. Trends in the overuse of ambulatory health care services in the United States. JAMA Intern Med 2013;173(2):142-148.

Per approfondire leggere anche:
Fast e Slow medicine: i sette veleni e i relativi antidoti, a cura di Antonio Bonaldi, con il contributo del gruppo “Slow medicine”, 2011.

 

 

Data di ultimo aggiornamento:19/11/2019  - Tutti i diritti riservati © 2019
Provincia Autonoma di Bolzano - Dipartimento Salute, Banda larga e Cooperative
Ufficio Ordinamento sanitario