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NEWS DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA

Screening per il tumore alla prostata: una review sul JAMA

Venerdì 28 Marzo 2014

Una revisione sistematica sintetizza le evidenze più recenti sullo screening per l’individuazione del tumore alla prostata e suggerisce un approccio per bilanciare i rischi e i potenziali benefici.

In sintesi i risultati dei due principali studi sull’argomento: il Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian (PLCO) screening trial e l’European Randomized Study of Screening for Prostate Cancer (ERSPC).
European Randomized Study of Screening for Prostate Cancer (ERSPC): ha evidenziato un aumento dell’incidenza di tumore alla prostata nel gruppo sottoposto a screening rispetto al gruppo di controllo (10% e  6% rispettivamente) e un aumento del rischio di morte per cancro alla prostata a 11 anni nel gruppo di controllo (0.5% nel gruppo di controllo e 0.4% nel gruppo sotopposto a screening).
Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian (PLCO):  ha evidenziato un aumento dell’incidenza di tumore alla prostata nel gruppo sottoposto a screening (11%) rispetto al gruppo di controllo (10%), ma nessun beneficio in termini di mortalità dopo un follow-up di 13 anni (0.4% in entrambi i gruppi).

Alla luce delle evidenze disponibili, gli autori della review, Julia Hayes e Michael Barry (Harvard Medical School), suggeriscono di
• discutere pro e contro dello screening del carcinoma della prostata con il PSA con uomini tra i 55 e i 69 anni di età, con un rischio medio;
• sottoporre a screening solo gli uomini che chiedono espressamente di eseguire il test del PSA;
• modulare la frequenza degli esami a seconda dei casi: da ogni anno in uomini con valori di PSA vicini alla soglia per la quale sarebbe indicata la biopsia, o meno frequentemente in uomini con livelli del PSA inferiori a 1 ng/ml.
Infine…
• sembrerebbe ragionevole alzare a 4.0 ng/mL la soglia dei valori di PSA per richiedere uno screening con biopsia;
• la sorveglianza attiva e la vigile attesa potrebbero essere la strategia di trattamento ottimale con carcinoma prostatici a basso rischio, in particolare con un basso livello di PSA alla diagnosi o un Gleason score inferiore a 7.

È tuttavia difficile rendere con poche frasi la complessità del problema. Come dichiarano al termine dell’articolo Hayes e Barry, i fatti hanno dimostrato che, almeno per il tumore alla prostata, anche se non solo, il principio che il tumore vada individuato e trattato il prima possibile per avere più possibilità di successo non è più valido. I tumori alla prostata andrebbero diagnosticati e trattati non “il prima possibile” ma solo quando è necessario e utile.

Per approfondire
Osservatorio nazionale screening: Gestione dei percorsi di diagnosi precoce per il tumore alla prostata.

Choosing Wisely: al punto 9 le raccomandazioni della American Society of Clinical Oncology. La raccomandazione recita: “Non eseguire test del PSA per lo screening del tumore della prostata in uomini asintomatici con una aspettativa di vita inferiore a 10 anni.”

Infografica “Benefits and Harms of PSA Screening for Prostate Cancer” (a cura del NCI Cancer Bulletin)

Fonte:
Hayes JH, Barry MJ. Screening for Prostate Cancer With the Prostate-Specific Antigen Test. A Review of Current Evidence. JAMA. 2014;311(11):1143-1149. doi:10.1001/jama.2014.2085

 

Data di ultimo aggiornamento:11/11/2019  - Tutti i diritti riservati © 2019
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