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L

Termine Definizione
Leadership infermieristica

La leadership infermieristica è la capacità di esprimere una vision, stabilire relazioni basate sulla fiducia, sensibilizzare e coinvolgere il personale, individuare e fare propri valori e standard, sfidare le/i proprie/propri collaboratrici/collaboratori ad abbracciare il cambiamento e a raggiungere gli obiettivi organizzativi.
La leadership è una forza potenziale che crea entusiasmo e gioia, che tiene alto lo spirito, che migliora le relazioni umane, la collaborazione sul lavoro e che crea un ambiente lavorativo soddisfacente.
Riguarda tutti gli ambiti di intervento della professione infermieristica: l’ambito clinico assistenziale, della formazione, della ricerca e della dirigenza.

Principali caratteristiche di una/un leader:
Essere innovative/i, creative/i, orientate/i al cambiamento; saper affrontare i rischi Ispirare una vision condivisa, definendo un ideale da raggiungere e trasmettendo alle/agli altre/i entusiasmo e impegno
Mettere tutte/i nelle condizioni di lavorare, creare un lavoro di équipe basato sulla fiducia e responsabilizzare le/gli altre/i affinché possano raggiungere gli obiettivi Modellare il percorso, essere chiare/i circa gli standard e i valori, dare l’esempio e suddividere gli incarichi in obiettivi più facilmente raggiungibili
Dare incoraggiamento, congratularsi per gli obiettivi raggiunti e dimostrare sostegno, premurosità e incoraggiamento.

Fonti:
Calamandrei C. La leadership infermieristica. Management Infermieristico, 2004; 3.
Jasper M.Committing to our workforce. J Nurs Manag 2007; 15(8):771-2.
McNeese­Smith, D. K. (1999). The relationship between managerial motivation, leadership, nurse outcomes, and patient satisfaction. Journal of Organizational Behavior, 20, 243­259
Rosengren K, Athlin E, Segesten K. Presence and availability: staff conceptions of nursing leadership on an intensive care unit. J Nurs Manag 2007;15(5):522-9.

Per saperne di più:
Carlo Calamandrei, Annalisa Pennini. La leadership in campo infermieristico. McGraw-Hill, 2006.
Kelly P. Nursing Leadership & Management. Cengage Delmar Learning, New York, 2008-
Kouzes, J. and Posner, B. (1988). The Leadership Challenge, Jossey-Bass, San Francisco.
Kouzes, J. M. and Posner, B. Z. (1995). The Leadership Challenge, 2nd edn, Jossey-Bass, San Francisco.
Registered Nurses’ Association of Ontario (2006). Developing and Sustaining Nursing Leadership. Toronto, Canada: Registered Nurses Association of Ontario. Traduzione italiana a cura di Luciana Modena (Centro Studi EBN). Sviluppare e sostenere la leadership infermieristica.

Letteratura grigia

Grey literature

Con questo termine si vuole indicare l’area di appartenenza di tutto quel materiale informativo, non controllato dall’editoria commerciale, che viene prodotto a livello governativo, accademico, commerciale e industriale in formato elettronico o cartaceo, e che non viene pubblicato su riviste specializzate o in forma di libri; è il caso delle relazioni di attività redatte a conclusione di un progetto, delle dispense preparate per un corso, dei manuali d’istruzioni per l’utilizzo di uno strumento, dei protocolli operativi, delle linee-guida per tecniche di laboratorio, o semplicemente degli opuscoli informativi redatti con finalità estremamente pratica.

Letteratura primaria

Primary literature

Presenta dati e concetti originali: gli autori degli articoli raccolgono e analizzano i dati. Il classico esempio di letteratura primaria è l’articolo originale; sono considerate fonti primarie anche le monografie di ricerca, tesi e atti di congressi. I documenti di questo tipo di solito sono sottoposti al processo di referaggio; hanno un abstract e sono articolati in sezioni: materiali e metodi, risultati, discussione, bibliografia.

Letteratura secondaria

Secondary literature

Fornisce informazioni su fonti primarie, una compilazione o sintesi di dati e idee diversi. Le fonti secondarie possono riorganizzare o modificare dati. Esempi di letteratura secondaria sono enciclopedie, reviews, metanalisi, revisioni sistematiche, manuali, bibliografie e abstract/indici.

Linee guida

Guidelines

Le linee guida sono strumenti per orientare le scelte assistenziali degli operatori e per favorire la partecipazione informata del malato. Si tratta di raccomandazioni sviluppate per aiutare i clinici (e i cittadini) nelle decisioni in merito al carattere appropriato delle cure in determinate circostanze cliniche. La definizione più accettata è quella dell’Institute of Medicine statunitense, secondo la quale le linee guida sono raccomandazioni di comportamento clinico, elaborate mediante un processo sistematico, con lo scopo di assistere medici e malati nel decidere quali siano le modalità assistenziali più appropriate in specifiche situazioni cliniche.

Tra le caratteristiche auspicabili di una linea guida vi sono:

  • Partecipazione di tutte le discipline interessate (diffidare delle linee guida prodotte da un solo ambito specialistico o disciplinare).
  • Partecipazione di esperti non clinici (metodologi, economisti, amministratori).
  • Considerazione del punto di vista del malato, delle sue preferenze e delle sue opinioni.
  • Considerazione delle evidenze scientifiche. Devono essere usati metodi sistematici per identificare le informazioni scientifiche; devono essere descritti chiaramente i criteri usati nella selezione delle informazioni scientifiche; deve essere descritto il metodo usato per formulare le raccomandazioni. Per ogni raccomandazione dovrebbe essere precisato il livello di evidenza su cui si basa.
  • Prima della pubblicazione, la linea guida deve essere esaminata da un gruppo indipendente di esperti.
  • Previsione di una procedura di aggiornamento della linea guida.
  • Considerazione dei costi e delle conseguenze organizzative dell’applicazione.
  • Uso e documentazione di un metodo strutturato per raggiungere il consenso.
  • Chiarezza e sufficiente articolazione, tanto da permettere un’applicazione uniforme. Le raccomandazioni devono essere specifiche e non ambigue; le raccomandazioni chiave devono essere facilmente identificabili.
  • Precisazione di strategie per favorire l’applicazione della linea guida e di indicatori di verifica dell’applicazione; gli utilizzatori della linea guida devono essere chiaramente individuati; devono essere considerati gli ostacoli organizzativi all’applicazione; devono essere definiti criteri chiave di revisione da utilizzare per il monitoraggio della sua adozione.

Requisiti essenziali di linee guida di buona qualità sono:

  1. la chiara documentazione delle metodologie seguite per l’identificazione degli esperti, per la ricerca delle fonti, per la sintesi e la valutazione critica delle informazioni rilevanti;
  2. l’esplicita dichiarazione della forza (livello di evidenza) di ogni singola raccomandazione in essa contenute;
  3. la chiarezza espositiva e la comprensibilità;
  4. l’indicazione delle modalità di implementazione;
  5. il periodico aggiornamento.
Livelli essenziali di assistenza

Insieme di prestazioni e attività garantite dal Sistema Sanitario Nazionale a tutti i cittadini. La loro definizione è stata stabilita dal D.lgs. 19/6/1999 n°229, che ha sancito anche i principi da rispettare nella loro individuazione: dignità umana, bisogno di salute, equità all’accesso, qualità e apprpriatezza delle cure, economicità nell’impiego delle risorse.
Le prestazioni comprese nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono garantite a titolo gratuito o con una partecipazione alle spese (secondo la normativa vigente).
Il D.lgs 56/2000 all’articolo 9 dispone la necessità di attivare tempestivamente le procedure di monitoraggio dell’assistenza sanitaria effettivamente erogata in ciascuna Regione e il rispetto delle garanzie previste. Il sistema di garanzie di cui si prevede l’attuazione deve comprendere:

- un insieme minimo di indicatori e di corrispondenti parametri di riferimento, rilevanti ai fini del monitoraggio del rispetto dei livelli essenziali di assistenza in ciascuna Regione;
- le regole per la rilevazione, la validazione e l’elaborazione delle informazioni;
- le procedure per la rilevazione periodica dei risultati e per l’individuazione delle Regioni che non rispettano o non convergono verso parametri di riferimento.

Il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 indica, tra i dieci progetti per la strategia del cambiamento, quello di «attuare, monitorare e aggiornare i LEA e ridurre le liste d’attesa» attraverso alcuni obiettivi strategici:
1. disporre di un consolidato sistema di monitoraggio dei LEA, tramite indicatori che operino in modo esaustivo a tutti e tre i livelli di verifica (ospedaliero, territoriale e ambiente di vita e di lavoro), grazie anche all’utilizzo di dati elaborati dal Nuovo Sistema Informativo;
2. rendere pubblici i valori monitorati dei tempi di attesa, garantendo il raggiungimento del livello previsto;
3. costruire indicatori di appropriatezza a livello del territorio che siano centrati sul paziente e non sulle prestazioni, come avviene oggi;
4. diffondere i modelli gestionali delle Regioni e delle Aziende sanitarie in grado di erogare i LEA con un corretto bilanciamento tra i costi e la qualità (benchmarking a livello regionale e aziendale).

Il sistema di garanzie viene realizzato attraverso il lavoro coordinato di tre organismi: il Tavolo di monitoraggio e verifica dei LEA effettivamente erogati, la Commissione nazionale per la definizione e l’aggiornamento dei LEA e la Commissione unica per i dispositivi medici (quest’ultima con il compito di garantire che l’utilizzo dei dispositivi medici nelle varie tipologie di prestazione sia ispirato a criteri di qualità e sicurezza, assicurando anche la congruità del prezzo).

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Data di ultimo aggiornamento:17/01/2019  - Tutti i diritti riservati © 2016
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