Insonnia ed esercizio fisico

L’esercizio fisico regolare, 2-3 volte a settimana, nel lungo periodo può ridurre significativamente il rischio di insonnia e contribuire al raggiungimento della durata del sonno notturno raccomandata. Questi i risultati di uno studio internazionale durato 10 anni e pubblicato su BMJ Open.

Lo ricerca, condotta in 21 centri di nove Paesi europei, ha coinvolto 4399 adulti di mezza età che facevano parte dell’European Community Respiratory Health Survey. I ricercatori hanno valutato la frequenza, la durata e l’intensità dell’attività fisica dei partecipanti, nonché i sintomi dell’insonnia, la durata del sonno e la sonnolenza diurna.

Nella ricerca quelli che svolgevano costantemente attività fisica due o più volte alla settimana per almeno un’ora sono stati classificati come costantemente attivi. Nel corso di un periodo di 10 anni, gli individui costantemente attivi sono risultati significativamente meno propensi ad avere difficoltà ad addormentarsi, a manifestare sintomi di insonnia o a riferire una durata del sonno insufficiente. Inoltre, rispetto ai soggetti costantemente inattivi, avevano meno probabilità di soffrire di sonnolenza diurna.

Inoltre, lo studio ha evidenziato l’importanza della costanza nelle abitudini di esercizio fisico, dal momento che i soggetti che passavano dall’essere attivi all’essere inattivi perdevano l’associazione benefica tra esercizio fisico e qualità del sonno.

Risultati che si aggiungono alle prove esistenti a sostegno dell’impatto positivo dell’attività fisica regolare sulla qualità del sonno, sottolineando per l’ennesima volta il ruolo potenziale dell’esercizio fisico nella promozione della salute e del benessere generale.

Fonte

Bjornsdottir E et al. Association between physical activity over a 10-year period and current insomnia symptoms, sleep duration and daytime sleepiness: a European population-based study. BMJ Open 2024;14(3):e067197.